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Sartù di riso

 Ogni tanto mi piace sfogliare le vecchie riviste di cucina, ho collezionato tanti numeri de La Cucina Italiana e di un’altra rivista uscita nel ’94 dal titolo Buona Cucina. Era  un mensile che si  presentava in un modo diverso dai più classici;  fresco , giovane , innovativo di facile impatto. Beh,  parliamo  quasi di vent’anni fa… comunque ricordavo tra le pagine di questo giornale , il sartù di riso, un  piatto classico della cucina napoletana . Dopo varie ricerche nell’archivio  ho finalmente ritrovato la ricetta e ve la riporto pari pari…

E’ un piatto che richiede un po’ di tempo per la preparazione, ma si può dividere il lavoro preparando il giorno prima il ragù. Può essere una bella soluzione per un picnic o per un pranzo per 8/10 persone senza dover abbandonare gli ospiti !!

  • 750 g. di riso carnaroli
  • 1 dl. di vino bianco secco
  • 50 gr. di burro – brodo vegetale
  • sale

per le polpette :

  • 200 gr. carne di manzo tritata
  • 1 uovo piccolo
  • 1 fetta di pan carré ammollata nel brodo
  • 1cucchiaino di prezzemolo tritato
  • sale
  • olio per friggere

per il ragù :

  • 200 gr. carne di manzo
  • 200 gr. di carne di maiale (tritata)
  • 100 gr. di prosciutto crudo tritato
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 20 gr. di funghi secchi ammollati in acqua tiepida
  • 1 dl. di vino bianco
  • brodo
  • 2-3 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • olio e.v.o. sale e pepe

altri ingredienti:

  • 200 gr. di pisellini
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • 100 gr. prosciutto cotto tritato
  • 150 gr. di mozzarella
  • 150 gr. di parmigiano grattugiato
  • 3 uova fresche + 2 uova sode
  • burro
  • pan grattato
  • sale e pepe

uno stampo rotondo ( da zuccotto) del diametro di cm. 26

 

In un tegame, meglio se di coccio, stufare il trito aromatico insieme al prosciutto crudo a fiamma dolce per qualche minuto. Alzare la fiamma, aggiungere i funghi lavati e strizzati e la carne tritata. Rosolare mescolando bene e poi sfumare con il vino . Unire il concentrato di pomodoro  e dopo un paio di minuti coprire con il brodo e lasciar sobbollire per un’ora circa. Nel frattempo preparare le polpette mescolando tutti gli ingredienti in una ciotola e formando delle piccole palline grandi quanto una nocciola. Friggere le polpette e appena cotte adagiarle sopra ad un foglio di carta assorbente. Tostare il riso nel burro, sfumarlo con il vino ed unire circa un terzo del ragù. Dopo qualche minuto aggiungere del brodo e portare il riso a metà cottura. In una grande terrina versare ed allargare il risotto e farlo intiepidire. Unire le uova fresche e 80 gr. di parmigiano, regolare di sale e pepe. Cucinare per una decina di minuti i piselli con un poco di olio e un po’ di brodo se occorre. Tagliare la mozzarella a dadini e le uova sode a spicchi. Disporre ¾ del riso nello stampo e con il dorso di un cucchiaio distribuirlo in modo uniforme nelle pareti e sul fondo, formando un guscio di uguale spessore. Alternare all’interno le uova sode , la mozzarella, il prosciutto cotto, le polpettine con strati di ragù.

 

 

Cospargere con il parmigiano rimasto e coprire con il rimanente risotto. Livellare con una spatola, spargere  il pan grattato e  piccoli fiocchi di burro. Infornare a 180° per un’ora. Coprire lo stampo all’inizio con carta da forno ; solo a fine cottura far leggermente dorare la superficie. Togliere lo stampo dal forno , far riposare per qualche minuto  prima di  rovesciare il sartù.

 

 

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Comments

  • Una ricetta di riso molto particolare.Deve essere anche ottima di gusto a vedere dalle foto che sono splendide.Un abbraccio.

    25 marzo 2011
  • ciao! arrivo qui per caso e devo dire che mi piace molto il tuo blog!
    passerò spesso!
    :D

    25 marzo 2011
  • E’ davvero un preparazione che richiede pazienza e tempo tu l’hai realizzato magistralmente, certo se ad un picnic ma anche ad una cena presenti una delizia del genere…. Bè il figurone è assicurato. Bavissima

    25 marzo 2011
  • Una ricetta di cui avevo solo sentito parlare dalla “suocera” e dalla Cavia. Ovviamente la “suocera” ha origini campane. La ricetta potrebbe essere usata a fin di bene prima o poi anche da me :)
    Mi è piaciuto molto il modo in cui hai presentato le due riviste da cui hai tratto la ricetta. Mia madre aveva un grande scatolone di riviste e ritagli di riviste di cucina e ho passato pomeriggi di gioventù tra quei fogli. Avevano un tocco quasi romantico.

    25 marzo 2011
  • cncordo con elisa, queste preparazioni sono davvero lunghe e richiedono calma e pazienza…il tempo che ormai troppo spesso non abbiamo più o non riusciamo a ritagliare anche per i nostri stessi piaceri!
    questo piatto me lo immagino al centro della tavola in una domenica tiepida e con la famiglia rilassata.

    25 marzo 2011
  • Buonissimo e molto gustoso e ben presentato mi piace molto, buon week end, ciao.

    25 marzo 2011
  • mi piace molto! anche io ogni tanto amo sfogliare vecchie riviste di cucina…mi rilassa:)
    buon fine settimana

    25 marzo 2011
  • Non ho mai preparato un sartu di riso…mi hai dato lo spunto per farlo! Bravissima…anch’io sfoglio riviste di cucina, vecchie e nuove, tutte le sere prima di dormire! mi rilassa tantissimo…
    un saluto
    simo

    25 marzo 2011
  • Sembra quasi una preparazione zen. Ed è bellissima per cui credo che ti porterò via la ricetta anche questa volta. Un uccellino mi ha detto che si pensa ad un polpetta raduno…ovviamente io ci sarò! E non esitare a chiamarmi se hai bisogno di aiuto (metterò le scarpe basse :)).
    Un abbraccio.

    25 marzo 2011
  • Pensa che io ho la collezione de La Cucina Italiana a partire dal 1962, 5 anni prima della mia nascita!
    Non sai come mi spiace adesso aver bistrattato tanti di quei fascicoli, da ragazzina li ritenevo ingombranti, inutili e pesanti(sono tutti rilegati!!),adesso, invece, se solo vedo un’orecchia od una pagina stropicciata impazzisco!!!
    La prossima settimana sarò di nuovo in Veneto, 8 e 9 addirittura in semi libertà!

    Un bacetto, Fabi

    26 marzo 2011
  • Complimenti per la realizzazione è venuto da manuale, non è cosi semplice da fare, ma vedo che sei molto brava. Anche a me piaceva molto cucina italiana , ora lo trovo scialbo

    31 marzo 2011
  • Ma che bello il tuo sartù, hai ragione ci vuole tempo ma poi il risulatato…felice che ti sia piaciuto un grande piatto della mia città natale, baci ;))

    1 aprile 2011
  • oh caspita, che meraviglia! sono rimasta meravigliata da tanto splendore, dico davvero. E’ uno spettacolo

    5 maggio 2011
  • più che meravigliata, direi incantata… perché di ricette così belle ne fai a valanghe. :)

    5 maggio 2011
  • ho cercato di aggiungere il sito alla mia blog roll ma non mi dà gli aggiornamenti… per caso sai spiegarmi perché ? .. magari si sistemerà!

    5 maggio 2011
  • simona

    Reply

    ma uno sformato così alto si taglia facilmente? Grazie e complimenti per la bella ricetta

    3 marzo 2012

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